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Trattamento dei disordini cranio-cervico-mandibolari (DCCM)

Molte persone soffrono di dolore cronico alla faccia e collo o di mal di testa ricorrenti. Spesso questo dolore può essere ricondotto a problemi associati con l’articolazione temporomandibolare.
Queste articolazioni della mandibola sono usate non solo durante la masticazione, ma anche per parlare, respirare o sbadigliare.
I dolori dell’articolazione temporo-mandibolare possono essere molto fastidiosi e limitare i movimenti anche in maniera grave.

Sintomi di DCCM

 

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Dolori durante il movimento della mandibola.

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Sensazione di ottundimento delle orecchie che causa anche fastidio o tittitus (fischi o rumori).

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Frequenti mal di testa o torcicolli.

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Click o schiocchi durante i movimenti mandibolari.

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Gonfiore in prossimità delle articolazioni.

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Spasmi muscolari o crampi durante l’apertura o chiusura della bocca.

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Impossibilità ad aprire sufficientemente la bocca, o impossibilità a chiuderla.

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Fatica nel trovare l’esatto combaciamento dei denti tra loro.

Se soffrite di qualcuno di questi sintomi potete richiedere una “visita gnatologica” presso il nostro Centro.

La procedura diagnostica può anche prevedere l’utilizzo di un esame specifico, non invasivo, la Axiographia elettronica. Questo esame non solo consente una diagnosi accurata, ma consente anche di impostare una terapia mirata.

Se non siete sicuri provate a fare il nostro test!

Per mantenere la vostre articolazioni temporomandibolari in salute seguite questi consigli

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Rilassate la muscolatura del viso, evitando di serrare i denti specialmente quando siete sottoposti a strerss.

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Evitate di digrignare i denti: eventualmente avrete bisogno di un bite (placca) notturno

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Evitate di masticare chewing gum in continuazione.

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Non sforzate il collo, per esempio tenendo il telefono tra guancia e spalla.

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Cercate di masticare da ambo i lati della bocca

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Abituatevi a mantenere sempre una postura corretta: testa alta, schiena dritta e spalle rilassate.

Procedure principali della Gnatologia

In questa sezione sono elencati i principali metodi di indagine e di terapia della gnatologia moderna, con esclusivo riferimento allo studio dei cosiddetti Disordini Cranio Cervico Mandibolari (DCCM), cioè quelli che coinvolgono le articolazioni della mandibola e l’apparato neuromuscolare relativo.

Analisi Funzionale Clinica

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La visita gnatologica e la compilazione della cartella clinica.

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Questa è forse la parte più importante: articolata in 4 fasi:

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esame clinico

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palpazione muscolare

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valutazione dei movimenti mandibolari

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esame neurologico specifico

Analisi Funzionale Strumentale

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Foto e Modelli

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Axiographia elertronica

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MPI

Diagnosi per immagini

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Rx Panoramica

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Tomografia assiale computerizzata

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Ecografia

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Risonanza magnetica

Procedure principali della Gnatologia

 

Che cosa è la Gnatologia?

La Gnatologia è la disciplina che si occupa dello studio delle problematiche che riguardano l’occlusione dei denti e le articolazioni della mandibola, compresi i rapporti con la muscolatura e il sistema nervoso.

Quali sono i disturbi di interesse gnatologico?

Semplificando molto, si può dire che i dolori che riguardano la mandibola e le sue articolazioni, le cefalee e le tensioni muscolari della faccia e del collo, nonchè le problematiche legate ad un eccessivo digrignamento dentale od ad altri tipi di parafunzioni orali (serramento, abitudini viziate ecc.) sono di pertinenza gnatologica.

Anche i disturbi alla schiena possono essere legati ad un qualche problema della bocca?

Sebbene non vi sia alcuna evidenza scientifica di una relazione tra problemi “masticatori” e disturbi alla colonna vertebrale ed alla sua muscolatura, non c’è dubbio che l’organismo debba essere considerato sempre come un “tutt’uno” (principio della medicina olistica), in cui i l’attività dei vari distretti è strettamente correlata da complicati meccanismi di compensazione reciproca.
In ogni caso il compito dello gnatologo è quello di valutare la funzionalità del sistema stomatognatico (bocca, articolazioni, apparato neuromuscolare). Il ripristino di queste funzioni potrà avere benefici effeti “a cascata” anche sugli altri distretti: rachide, apparato digerente…

Come si diagnosticano i disturbi gnatologici?

La comunità scientifica internazionale non è ancora arrivata ad esprimere un protocollo definitivo per questo tipo di indagine. Oggi si parla comunque di Disturbi Cranio-cervico-mandibolari (DCCM).

L’Associazione Italiana di Gnatologia ha elaborato un percorso diagnostico in più livelli di indagine.

Il primo livello è rivolto al dentista generico o al medico di base, i quali, attraverso un questionario predisposto dall’Associazione, possono sospettare la presenza di un DCCM,

A questo punto il paziente viene inviato ad uno specialista per l’approfondimento diagnostico, che si avvale di esami sia clinici che strumentali spacifici.

Cosa sono le placche o bite?

Le placche o bite sono dispositivi, generalmente realizzati in resina trasparente, che vanno posizionati tra le arcate dentali. Il loro effetto è quello di modificare in qualche misura l’occlusione abituale del paziente.

Sono realizzati su specifica indicazione dello specialista, per ottenere, a seconda del caso, una riduzione della tensione e dell’attività dei muscoli masticatori, oppure una correzione della posizione a livelllo delle articolazioni temporo-mandibolari, o anche una diminuzione del fenomeno del digrignamento dentale, o una combinazione di questi effetti.

Le placche possono essere applicate sull’arcata inferiore o su quella superiore: queste ultime sono generalmente più ingombranti e per questo meno tollerate dai pazienti.

Non sono fisse, ma devono essere portate, secondo prescrizione del medico, per un numero specifico di ore al giorno o durante la notte.

Devono comunque essere tolte per l’igene orale e per l’igiene della placca stessa.

Tranne che per casi rari, l’utilizzo di questi dispositivi deve essere limitato a qualche settimana o qualche mese.

L’Ortodonzia cura i disturbi gnatologici?

Sebbene anche qui manchino le evidenze scientifiche, è indubbio che un’occlusione armonica e funzionalmente corretta sia di buon auspicio per un funzionamento ottimale di tutto il sistema.

Spesso lo scopo ortodontico è quello di migliorare l’aspetto estetico, per lo meno nel paziente adulto. In questi casi è opportuno che l’ortodontista valuti, prima di iniziare il trattamento, le condizioni funzionali del sistema stomatognatico. Quando vi sia il sospetto di DCCM non è corretto iniziare un trattamento ortodontico, che potrebbe ulteriormente complicare la situazione. L’approccio migliore è quello di risolvere prima i problemi gnatologici, e poi, con cautela, intraprendere la correzione ortodontica.

Durante il trattamento si possono avere comunque delle recidive “gnatologiche”, e l’ortodontista dovrà essere estremamente “sensibilizzato” in tal senso!

Il “mal di testa”, cioè cefalea o emicrania ricorrenti, possono dipendere dalle articolazioni della bocca o dai denti?

Si. Soprattutto le cefalee di tipo “muscolo-tensivo” hanno uno stretto rapporto con la funzione delle articolazioni temporomandibolari e con la muscolatura della faccia e del collo.

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